
Dopo lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, la Football League il 3 luglio del 1915 decise la sospensione di tutti i campionati. Una decisione inevitabile, ovviamente. Da una parte la pressione dell'opinione pubblica, dall'altra il fatto che molti giocatori erano partiti per il fronte e molti altri lavoravano nell'industria bellica.
Inoltre, gli spostamenti in treno erano difficili, se non impraticabili, e le risorse economiche dei club non permettevano di sostenere i costi. I campionati furono per così dire "ibernati" sino al 1919. Ma il calcio non si fermò.
Si continuò, infatti, a giocare, mantenendo in vita competizioni regionali, sotto la giurisizione della Football League, a cui parteciparono una trentina di club, tutti del nord dell'Inghilterra e delle Midlands, oltra a pochi altri della Non-League. Poter assistere a delle partite in tempo di guerra per la gente era una sorta di valvola di sfogo, un momento di pausa dalle sofferenze umane del conflitto.
Spesso, però, i club non riuscivano a mettere in campo undici calciatori e trovare delle date in cui fossero liberi dal loro lavoro. Per esempio, nel gennaio del 1918 il governo vietò l'uso dei veicoli a benzina per fini sportivi, a meno che non vi fosse un'urgenza sanitaria. Le partite venenro ridotte a ottanta minuti e spesso senza intervallo tra un tempo e l'altro.
Al di là di queste difficolte, le partite comunque assolsero al loro compito: distrarre per un po' le persone dalla tragedia della guerra.
Ma anche i giocatori avevano tanta voglia di giocare, pur non potendosi allenare dovendo lavoare in turni massacranti nelle fabbriche che sostenevano lo sforzo bellico. E non si risparmiavano, scendevano in campo anche dopo un'intera notte di lavoro. Uno di loro pagò molto caro quell'entusiasmo. Bob Benson dell'Arsenal, dopo aver finito le sue diciassette ore nella Woolwich che produceva munizioni, tornò a casa, prese la sua famiglia e tutti se ne andarono a Highbury per vedersi una partita e rilassarsi.
Uno dei giocatori dell'Arsenal, però, non si presentò. Lui era lì, fu riconosciuto e non dovettero pregarlo molto per farlo scendere in campo. Benson, nonostante fosse molto stanco e, ovviamente, non allenato, si cambò e si ritrovò su quel campo che conosceva molto bene e di cui aveva sentito treendamente la mancanza.
La partità iniziò e Benson non si risparmiò. Poi, poco prima dell'intervallo, fu visto uscire dal campo. Non vi fecero caso, era normale in quel periodo.
Rientrati negli spogliatoi, trovarono Benson ormai provo di vita. Il suo cuore aveva ceduto. Era morto dopo essere andato fuori dal campo, come se il suo ultimo desiderio fosse stato che la partita, comunque, avesse dovuto continuare.
Nella foto: Uno dei Footballers Battalion formato da calciatori arruolati nell'esercito.